sabato 18 febbraio 2012

IL LABORATORIO-BOTTEGA

Ho deciso di lasciare il mio studio da stimato professionista che era situato in un grande e nobile palazzo del centro di Firenze dove avevo lavorato per oltre trent'anni. Ho  rinunciato alle tante piacevoli abitudini che mi ero creato in una culla fatta di monumenti storici importantissimi e mi sono ritirato in quella che era stata una bottega di artigiani fuori delle mura della città, in un quartiere oltr'Arno che si chiama San Frediano, meno elegante ma più vero perché abitato da gente del posto che non si confonde con i turisti spesso distratti e poco educati. Sicuramente più vivo per le variopinte botteghe di artigiani e per i locali tipici fiorentini che di sera si animano di tantissimi  giovani. Il mio nuovo studio si trova in via Pisana al numero 70 rosso, subito fuori dalla Porta San Frediano. Ho voluto creare quella che ho chiamato il laboratorio-bottega del dottore, dove si insegna l'arte più nobile, quella di vivere. Da professionista affermato sono diventato un umile artigiano che si impegna giorno dopo giorno a rieducare ad una buona qualità di vita chi lo desideri. Era ciò che desideravo ormai da molto tempo. Il laboratorio-bottega del dottore è  uno spazio polifunzionale dove si fanno seminari, conferenze e ci si incontra per cenare in modo saggio e creativo con quegli alimenti genuini che permettono di vivere sani e a lungo. Ci sono in mostra  i miei libri, le mie proposte e gli alimenti che ho scelto personalmente per essere usati come veri farmaci naturali (cibofarmaci). Possono essere acquistati dai soci dell'Associazione “Anima la tua Anima” che qui ha la sua sede.

Nel laboratorio-bottega del dottore chi vuole può diventare un apprendista per imparare a conoscere come funzionano la propria mente e il proprio corpo, ad avere cura ed amore per se stesso attraverso un percorso di consapevolezza che lo porterà a rinforzare quei quattro piloni che sostengono l'edificio della nostra salute.

Il laboratorio-bottega del dottore è aperto sulla strada come tutte le botteghe e può entrarci chiunque come in una qualsiasi bottega. È il mio rifugio fiorentino dove posso vivere a contatto con la gente che vuole conoscermi. Chi volesse conoscermi per confrontare le sue idee con le mie o soltanto avere informazioni sulle mie proposte potrà incontrarmi nel mio laboratorio-bottega. Sarò felice di fare la sua conoscenza perché vivere è aprirsi agli altri, scambiare conoscenze e punti di vista, condividere idee e cibo, diventare amici. Alla fine vivere è amare.






venerdì 10 febbraio 2012



 L'AMORE MATERNO


Mercoledì scorso, 8 febbraio, mia madre Filomena è morta, e io vorrei ricordare questa splendida donna a modo mio. Noi Italiani è noto, siamo dei mammoni. Ed è probabile, con buona pace di chi ci critica, che sia questo il segreto della nostra genialità. Una ricerca della Washington University School of Medicine di St. Louis dimostra infatti che i bambini che in età prescolare godono di cure materne particolarmente amorevoli sviluppano del 10 per cento in più l'ippocampo, area del cervello fondamentale nella gestione di apprendimento, memoria e stress. In altre parole, chi fino ai quattro-cinque anni di vita trascorre molto tempo in compagnia della madre e viene da lei coccolato e vezzeggiato, anche "più del dovuto", da quel rapporto trarrà, crescendo, un enorme vantaggio sul piano psico-fisico, ritrovandosi molto più sveglio dei coetanei.
Una teoria detta "dell'attaccamento primario", già elaborata dallo psicanalista britannico John Bowlby, che studia le componenti etologiche del comportamento umano, afferma che che il cucciolo di uomo è un mammifero e che, come tutti i mammiferi, nel primo anno di vita deve continuare ad essere trattato come se si trovasse ancora nel grembo materno, con un continuo e forte contatto epidermico con la madre. Questo studio fornisce prove concrete circa il fatto che una regione chiave del cervello cresca più sana e meglio sviluppata nei bambini che ricevono un accudimento più attento. Nei primi anni di vita il bambino ha un cervello plastico, in grado di formare continuamente nuove connessioni. Quindi è altamente probabile che gli stimoli materni contribuiscano all'aumento di queste connessioni, favorendo in particolare lo sviluppo delle sinapsi dell'ippocampo, una zona del cervello di primaria importanza per tutte le altre attività mentali. Cosa centra tutto questo con la morte di mia madre? In questi giorni di dolore ho elaborato la teoria che la presenza della madre e del suo amore è una medicina importante per tutte le età della vita di un individuo. È un carburante capace di far funzionare al meglio le nostre strutture cerebrali, in particolare quelle della mente. Sono convinto che tutto questo avviene non solo nei primi anni di vita ma per sempre. L'amore della madre è il miglior cibo per la nostra Anima. È talmente importante che la morte della madre determina nel figlio una vera e propria crisi di astinenza che amplifica il dolore per la sua perdita. Il prolungato contatto con mia madre che ho avuto come figlio e come medico fino all'età di 93 anni mi è servito ad incrementare sensibilmente la mia creatività e la mia crescita spirituale. Questo è il ringraziamento pubblico che ho voluto dedicarle con le mie riflessioni sull'amore materno.

martedì 7 febbraio 2012


 L'ANIMA CARNALE

Da sempre l’uomo ha cercato di comprendere l’infinito che sente istintivamente di possedere  dentro di sé. A questa entità ha dato il nome di Anima. La parola trova la sua origine nel termine greco anemos, ovvero “vento”, soffio vitale. Coincide con quello che gli antichi sentivano quando cercavano di descrivere la loro esperienza con il “divino”: una sorta di imperscrutabile respiro che alitava dentro i loro cuori ma che al contempo non  apparteneva a loro, un vento che si diffondeva da una forza creatrice non manifesta eppur evidente. Per alcuni quel soffio divino viene da Dio tornerà a Lui dopo la morte. Per altri, che sostengono la teoria della reincarnazione, l’Anima trasmigra di generazione in generazione in un nuovo corpo. Per altri ancora l’Anima è solo una invenzione delle religioni e se ne può dimostrare la sua non esistenza. In ogni caso tutti parlano di Anima ma nella maggior parte dei casi non sanno definirla se non con dubbi, interrogativi e fantasticherie inserendola più nella categoria religione o filosofia che in quella della scienza e della medicina.
Se per molti sembrerebbe che l’equazione Anima come parte della psiche possa essere sostenuta, per altri l’Anima trascende tutte le definizioni che la possono inserire in una qualunque parte del corpo, cioè della materia vivente. È difficile mettere d’accordo opinioni tanto diverse, anche tenendo conto che per condizionamenti infantili, soprattutto di carattere religioso, la maggior parte di noi è tentata di collocare l’Anima al di fuori del corpo. Per questo da quando ho cominciato  a parlare di Anima con il mio linguaggio, le critiche sono state tante e molte volte in netta contrapposizione tra di loro. Generalmente le critiche alla mia visione dell'Anima sono fatte da due tipi di persone. Da una parte quelli che non accettano la mia visione materialistica dell'Anima fatta di cellule ben descritte e localizzate nel cervello. Si tratta in genere di persone che hanno una visione religiosa dell'Anima. Poi ci sono persone che in tutta buona fede  dichiarano senza mezzi termini che l'Anima non esiste perché contestano visioni religiose magiche e irreali. La mia definizione di Anima è invece carnale e reale. Corrisponde a quella che si trova nei vocabolari. Riporto qui la definizione di Anima tratta dal vocabolario della Treccani. Come ci si può rendere  conto l'Anima esiste e come! A questi tipi di Anima, in fondo alla lista, alla lettera i, scritta in neretto, ho aggiunto la mia definizione di Anima Perché a tale lista appartiene. 
Di varie cose l' anima è la parte interna, quella che funge da sostegno o dà forma. In particolare:
a. Anima d’una pianta, d’una radice, la sostanza intima; a. del legno, la parte più interna, sinon. di durame; a. d’un frutto, il seme rinchiuso nel nòcciolo (quindi, di persone legate da stretta amicizia e da unità di sentimenti: sono due a. in un nòcciolo); a. d’un bottone, il dischetto di legno o di metallo che viene ricoperto di stoffa; a. della cravatta, striscia di stoffa posta nell’interno della cravatta per renderla più consistente; a. di una corda, il canapo intorno a cui sono avvolti i legnoli; a. di una matita, il canaletto per la grafite; in legatoria, anima, striscia di cartone leggero che viene fissata sulla tela o pelle che ricopre il libro, in corrispondenza del dorso, tra i due capitelli.
b. Negli strumenti musicali a corda (violino, ecc.), pezzetto di legno cilindrico posto nell’interno della cassa, tra il fondo e il coperchio, nel punto su cui fa forza il ponticello. Nell’organo, diaframma posto tra il piede e il corpo della canna (cosiddetta canna ad anima o labiale, contrapposta alla canna ad ancia).
c. Nei profilati metallici a doppio T e nelle travi composte a parete piena, parte resistente centrale disposta sul piano di sollecitazione e destinata ad assorbire prevalentemente gli sforzi di taglio; nelle costruzioni di legno, è un pezzo che ne unisce due altri, a contatto, penetrando entro cavità in essi praticate.
d. In fonderia, parte della forma destinata a produrre nel getto una cavità: le anime vengono preparate separatamente in apposite scatole dette casse d’anima e introdotte nella forma allogandole negli incavi prodotti dalle portate d’anima di cui è provvisto il modello.
e. Nella tecnica, a. di un cavo, il cordone centrale su cui sono avvolti i trefoli (a volte di materiale diverso da quello dell’anima stessa).
f. In artiglieria, cavità interna della bocca da fuoco comprendente la camera di caricamento e la parte rigata: nella prima prende alloggiamento il proiettile, la seconda è percorsa dal proietto alla partenza del colpo.
g. In tipografia, il supporto metallico dei rulli inchiostratori o bagnatori di macchine da stampa tipografiche o offset.
h. Antica armatura a scaglie o a lamine che copriva il petto ed era adoperata dai fanti o dai combattenti sulle navi.
i. La parte più interna del cervello che costituisce la centralina di comando delle emozioni e del sistema neuroimmunoendocrino, secondo le ricerche del neurofilosofo Fabio Norcia.

Per me l’Anima è “l’ospite” più importante della psiche, la parte più nobile del cervello formata da un groviglio di neuroni, connessi tra loro da fibre e neurotrasmettitori. È il centro della vita, la sede delle emozioni e la centralina di comando di tutte le nostre attività. Dobbiamo imparare a conoscerla e scopriremo allora che non si tratta di qualcosa impalpabile ed indecifrabile, tanto meno così indefinibile da essere considerata magica da alcuni o del tutto inesistente da altri. La scienza è in grado di cominciare a raccontarci la sua vera storia e non dobbiamo assolutamente perdercela, perché è la chiave di lettura più semplice e più vera per conosce noi stessi.